Cessione del quinto con contratto a tempo determinato

Tutti, prima o poi, hanno bisogno di una maggiore liquidità. I motivi possono essere differenti, dal cambiare la macchina, un meritato viaggio di piacere, magari una crociera. Oppure, ancora, il voler aiutare un figlio/a che versa in una situazione di difficoltà. Una soluzione a questa problematica può essere quella di richiedere la cessione del quinto dallo stipendio.

Occorre, per prima cosa, domandarsi: Cosa è la cessione del quinto?

La cessione del quinto è una forma particolare di prestito che viene concessa a tutti i tipi di lavoratori (la cessione del quinto per neoassunti richiede però determinati requisiti), sia pubblici che privati, e qualunque sia il contratto in possesso, a tempo determinato che indeterminato. La riscossione delle rate avviene in maniera mensile, con tasso fisso e attraverso addebito direttamente all’interno della busta paga. Il prestito è accompagnato da un’assicurazione contro la perdita di lavoro, di modo da avere una tutela maggiore.

Una volta chiarito l’argomento in discussione, quello che ci interessa conoscere è un aspetto di questa richiesta della cessione, ossia il caso in cui a richiederla vi sia un lavoratore con contratto a tempo determinato.

Il lavoratore che decide di richiedere la cessione deve recarsi presso una Banca. Al giorno d’oggi esistono tantissime che forniscono questo servizio, ricordiamo, tra le più importanti Intesa San Paolo, Bnl, Unicredit, Banca di Sardegna e tante altre. I documenti necessari affinché si possa iniziare la pratica del prestito è soltanto la busta paga del lavoratore. Nonostante possa sembrare una pratica difficile e complessa, in realtà la cessione è molto semplice e non richiede ore e ore di fila e tantissimi documenti fondamentali.

Per il lavoratore con contratto a tempo determinato è soggetto a delle limitazioni, in quanto occorre che abbia delle caratteristiche particolari, affinché riesca ad ottenere la cessione del quinto. Innanzitutto la richiesta del prestito non deve superare la durata del contratto del lavoratore. Questo rappresenta un importante limite per il richiedente, che si troverà di fronte ad una limitata possibilità di liquidità, se il contratto di lavoro ha brevi scadenze. In caso di durata maggiore, anche anni, invece, potrà richiedere una maggiore liquidità. Questo gioca a sfavore o favore del richiedente e della sua necessità di liquidità.

Una volta determinato l’importo massimo che il lavoratore può richiedere, in base alla durata del contratto, vengono stabilite le varie rate che vengono addebitate direttamente all’interno della busta paga con ricorrenza mensile e con un tasso fisso e, queste trattenute, non devono superare il cosiddetto un quinto dello stipendio del lavoratore. Da qui il nome di CESSIONE DEL QUINTO. Al lavoratore verrà richiesto, in aggiunta, la stipula di un’assicurazione. Questa viene proposta obbligatoriamente dall’istituto che concede la cessione, come forma di tutela nel caso, ad esempio, di perdita del lavoro oppure di morte del richiedente. La polizza permette, in caso di mancato pagamento, per le motivazioni sopra indicate, di coprire il costo del prestito nei confronti dell’ente che eroga il prestito al lavoratore. Rischio maggiore che si ha nel caso in cui il lavoratore abbia un contratto determinato, come nel nostro caso. Nel caso di perdita del lavoro, attraverso la polizza assicurativa stipulata, è probabile che venga trattenuto dalla liquidazione del dipendente, per l’importo necessario a coprire il debito ancora in atto. Nel caso di un ritardo nel pagamento, non dovuto alla perdita del lavoro o alla morte dello stesso lavoratore, il richiedente deve provvedere al pagamento di quanto dovuto in più il pagamento degli interessi di mora.

Oltre alle Banche, vi sono, anche, numerosi istituti privati che prevedono, tra le varie forme di finanziamento, la cessione del quinto dello stipendio. Nel caso in cui il lavoratore si rivolge a questi istituti, la procedura è la stessa. Il prestito non potrà essere superiore alla durata del contratto del lavoratore dipendente, le rate veraano trattenute, direttamente, dalla busta paga. Queste mensilità saranno calcolate attraverso una tasso fisso e non eccederanno un quinto dello stipendio del richiedente. Anche in questo caso, ci sarà la stipula di una polizza assicurativa obbligatoria, per avere una maggiore garanzia in caso di perdita del lavoro o di morte del lavoratore.

Ultimamente, sono sempre più frequenti i vari siti Web che offrono questa possibilità. Inserendo i dati necessari è possibile ottenere, in pochissimi minuti, tutte le informazioni relative alla cessione del quinto. Conoscere la rata, il tasso di interesse fisso applicato e l’importo massimo finanziabile, a seconda della durata del contratto posseduta, è estremamente facile e veloce e può essere svolta da chiunque, anche chi si trova a casa propria, seduto sul divano.

Niente cambia se ci rivolgiamo ad una Banca o se ci rivolgiamo ad un Istituto privato, o, ancora, se affidiamo la nostra ricerca al mondo del Web, per quanto riguarda la procedura utilizzata. I documenti richiesti saranno sempre e solo la busta paga e il contratto del lavoratore. Questo perché è solo attraverso essi che l’istituto sarà in grado di stabilire la durata massima della cessione e l’importo delle rate mensili. É bene scegliere con cura, però, l’istituto in cui ci rivolgiamo per ottenere la cessione. Esso deve garantire enorme serietà, oltre che donare fiducia al lavoratore richiedente. Chi decide, quindi, di utilizzare questo metodo di prestito avrà a disposizione una miriadi di organizzazioni e, non è producente, fermarsi al primo incontro.

La cessione del quinto dello stipendio è un metodo di prestito che, ultimamente, sta riscuotendo sempre più successo ed affidabilità, infatti sono in crescita coloro che decidono di utilizzare questa possibilità. Anche per il lavoratore dipendente a contratto determinato è da preferire, nel caso di necessità di liquidità, la soluzione dalla cessione del quinto e non quella, invece, del prestito personale. Infatti, per la cessione del quinto viene previsto un tasso fisso d’interesse molto minore di quello previsto per il prestito personale. Ciò determina la convenienza per il lavoratore dipendente, che dovrà restituire una minore quota di interessi. Risultano minori, anche, il TAEG, ossia il tasso di interesse annuo effettivo globale. Tutto molto conveniente e che spingono, quindi, i lavoratori a richiedere questa possibilità, nel caso in cui ne avesse la necessità.

Nonostante possa sembrare piuttosto complicato la richiesta della cessione del quinto, abbiamo visto che in realtà non è cosi, anche se a richiederlo è il lavoratore con contratto a tempo determinato. L’importante è che il lavoratore venga informato, in maniera dettagliata, della procedura che determina la cessione e di tutto ciò che ne consegue.

Nella pratica, invece, alcune Banche in particolare, nonostante prevedano la possibilità della cessione del quinto nei confronti del lavoratore, non la prevedono se il lavoratore possiede un contratto a tempo determinato. Proprio per questo motivo, è utile che il lavoratore si informi, in maniera approfondita, riguardo la possibilità della cessione del quinto. Oltre a scegliere l’Istituto, che per il lavoratore, risulti più affidabile e conveniente.

Questo fenomeno risulta, però, un caso piuttosto isolato.